Mi sembrava riduttivo festeggiare Hemingway solo con un aforisma. Hemingway, come altri grandi scrittori, era tante cose: cacciatore, pescatore, boxeur, forte bevitore, reporter di guerra, vagabondo, viaggiatore, e chi più ne ha più ne metta. Spesso tutti questi santini diversi fanno scivolare la scrittura in secondo piano. Per me, da amante della lingua inglese, Hemingway è come bere acqua fresca quando si ha caldo. Ha uno stile inconfondibile e rivoluzionario. È breve, diretto, conciso. Pochi aggettivi, tanti verbi e tanti sostantivi che con la loro forza sono in grado di creare un mondo nella mente del lettore. In passato per me, madrelingua italiana che impara l’inglese e che lotta con le obbligatorie semplificazioni sintattiche che il passaggio linguistico richiede, Hemingway è stato il migliore dei maestri.

Emblematica è la sua storia in 6 parole: frutto, si dice, di una scommessa.

For sale: baby shoes, never worn.

(Vendesi: scarpe da bambino, mai messe)

Già. Da questo anneddoto lo Smith Magazine, rivista online americana, ha messo in piedi una piattaforma in cui gli utenti possono raccontare le loro storie in sei parole (sixwordmemoirs.com).

Una delle mie preferite è

Nixon childhood, Reagan teenager, hope finally

(Infanzia con Nixon, adolescenza con Reagan, finalmente la speranza)

Ma forse era precedente l’avvento di Trump.

#Hemingway #sixwordmemoirs

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